La religione Celtica
Home pantheon Spiritualità miti e leggende Cenni Storici Raccolta foto glossario

 

La religione Celtica era una religione politeista; gli studiosi hanno ritrovato le testimonianze di circa 300 divinità apparentemente diverse che, grazie allo studio delle divinità, si sono rivelate circa 60. Questo perché ogni tribù sceglieva un proprio nume protettore e lo nominava come meglio voleva, formando nel corso della storia tante "divinità doppione".

Non vi era un giorno sacro in particolare, ma vi erano delle feste celtiche o festività.

Le feste celtiche celebrano i momenti dell'anno nei quali il mondo terreno e il mondo degli Dei si sovrappongo.

Per i celti il tempo è ciclico: le ore si susseguono per ritornare a quella originaria, le giornate non iniziano all'alba ma vengono contate partendo dalla notte, le stagioni scandiscono i ritmi della vita e della morte. La morte non è la fine ma un nuovo inizio. Questo concetto è molto importante per comprendere la cultura celtica. Nei cicli della natura si trova l'elemento divino, che permea l'intera vita dei Celti. Le feste celtiche sono proprio i momenti in cui si aprono le porte tra il mondo degli uomini e quello degli Dei e in alcune ricorrenze gli spiriti dei morti possono comunicare con i viventi. L'anno celtico consisteva di 13 mesi ovvero 12 come i nostri attuali più un mese di 3 giorni alla fine di ottobre che collegava l'anno vecchio al nuovo. I nomi gaelici delle quattro stagioni risalgono ad epoche pre-cristiane: Earrach per la Primavera, Samhradh per l'Estate, Foghara per l' Autunno, e Geamhradh per l'Inverno.

Le feste celtiche sono divise in due cicli:

bullet

il primo ciclo è quello del viaggio del sole attraverso il cielo, e comprende quindi i due solstizi e i due equinozi. Le feste solari (dette anche Alban) sono: Alban Arthuan, Alban Eiler, Alban Heruin, Alban Elved

bullet

Il secondo ciclo è quello delle stagioni, legato alle tradizioni contadine quali il tempo della semina, della fioritura, della maturazione e del raccolto. Queste feste sono dette feste del fuoco e sono le più importanti: Samhain, Imbolc, Beltane (o Beltain), Lughnasadh. Ogni festa veniva solitamente celebrata per tre giorni (prima, durante e dopo il giorno ufficiale di osservanza). Per il celti il 3 era il numero della divinità.

Alla vista dei grandi megaliti, dolmen, le enormi pietre erette, menhir, e i grandi cerchi di pietra, cromlech, si pensò che fossero stati i DRUIDI ad ergerli per compiere i riti sacrificali agli dei, ma oggi sappiamo che sono stati eretti circa un millennio prima. I Celti si limitarono solo a utilizzarli. I siti dedicati al culto, il luogo sacro, erano anche dei pozzi, forse collegati al culto della terra, in cui venivano gettate le vittime di sacrifici (uomini o animali), spade o altre offerte votive.

Non vi era neanche un libro sacro poiché i Druidi ritenevano disdicevole l'uso della scrittura a fini di apprendimento. Grazie ad una testimonianza lasciata da Cesare sappiamo che i Druidi imparavano a memoria un'enorme quantità di versi e che alcuni di essi studiavano per vent'anni, però utilizzavano l'alfabeto greco per tutte le altre necessità.

 

 

La religione Celtica era una religione fondata sulla fede nell'immortalità dell'anima che, al momento del trapasso, entrava nel corpo di un neonato, e sulla credenza che i Druidi discendessero da un essere supremo.

Non esisteva l'ideale di perfezione o di peccato presso i Celtici, al contrario di quanto c'è nella religione Cristiana. Per i Celti la morale significava semplicemente il rispetto delle tradizioni e dei costumi tribali.

Questa religione, come molte religioni antiche, aveva due aspetti: uno esoterico e uno popolare.

Questa religione, come molte religioni antiche, aveva due aspetti: uno esoterico e uno popolare.

bullet

esoterico: come in tutte le religioni, il dio parla con i sacerdoti e i sacerdoti professano ciò che la divinità gli ha rivelato.

bullet

popolare: era costituito da una mitologia accessibile a tutti e da una serie di riti che avevano pian piano inglobato alcuni elementi arcaici risalenti al neolitico e provenienti da culti solari, tellurici e lunari.

 

I Druidi furono al tempo stesso molto di più e qualcosa di meno dei sacerdoti di una religione "druidica" o "celtica" come alcuni storici moderni li hanno dipinti. Officianti, sacrificatori, e aruspici durante le cerimonie sacre, essi furono anche giudici, medici, maghi, poeti, rappresentando la vera memoria storica di un popolo che non utilizzava di fatto la scrittura. I Druidi erano un'espressione viva e vitale della società celtica primitiva, legati a filo doppio con quella particolare struttura sociale, e con lo spegnersi degli stati celtici indipendenti furono condannati a scomparire. I Druidi rappresentano un caso unico nella storia dei popoli originatisi dal comune ceppo indoeuropeo. Espressione profonda e rappresentativa di uno spirito libero, legato alla natura, nel tempo si dimostrarono ad un tempo il principale e il più profondo legame tra le innumerevoli tribù celtiche, finendo inevitabilmente per scomparire quando questo tessuto sociale venne a mancare: in Europa continentale, con la perdita dell'indipendenza e con la progressiva romanizzazione delle principali nazioni celtiche, in Irlanda, molto più tardi con l'avvento del Cristianesimo.

Il potere del Druido si scisse progressivamente nei due aspetti di semplice cantore e poeta, più o meno accettato dal potere cristianizzato, e in quello di mago dei boschi, ultimo custode di reminiscenze del sapere tradizionale, isolato ai confini della società. Ai tempi dello splendore della civiltà celtica, invece, ai Druidi corrispondeva una ben precisa connotazione di prestigio religioso e sociale simile a quella di altri popoli di origine indoeuropea.

Presso i Celti non esistevano caste, bensì ruoli funzionali, che permettevano pur sempre una certa libertà di mobilità sociale da una funzione all'altra. Questo aspetto era ancora più accentuato presso i Druidi, che pur essendo principalmente gli insegnanti dei figli delle classi nobili, accettavano alle loro scuole itineranti qualsiasi ragazzo realmente dotato che desiderasse istruirsi.

I Bardi

In una società senza scrittura ove la memoria storica, il sapere tecnico e la genealogia (così importante per i popoli celtici) , erano riportati esclusivamente dalla tradizione orale, Bardi e Ovadi godettero di una particolare importanza e considerazione sociale; rappresentanti dei due rami inferiori della scuola druìdica, a essi erano demandati la Poesia e il Canto. Grazie all'opera dei Bardi, il sapere orale e la memoria storica di un popolo di guerrieri si poté pepetuare con relativa facilità. In Irlanda, il poeta di rango minore si chiamava Filid. Il rango maggiore, equivalente del Pen Bard continentale, era l'Ollav di primo rango che, per prepararsi al suo compito, doveva dimostrare di conoscere a memoria almeno 350 poemi. A un apprendista, l'Ollav di dodicesimo rango, ne erano richiesti solo sette.

 

 

ARTICOLI CORRELATI:

bulletMEGALITI
bulletFESTIVITà
bulletANNW

Home pantheon Spiritualità miti e leggende Cenni Storici Raccolta foto glossario

Ipertesto in costruzione, ultimo aggiornamento il 14-05-08